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    November 29

    Evidentemente puzzavano troppo :D

    Fa peti, il compagno lo stende con un pugno
    "Il mio compagno di squadra, Benda, mi ha provocato, continuando a emettere flatulenze in mia presenza. Così l'ho preso a pugni". La dura reazione del nigeriano Okpala, attaccante del Kickers di Stoccarda, una squadra che partecipa alla serie C tedesca, non è passata inosservata ai cronisti del quotidiano tedesco Bild, che ne hanno approfittato per mettere il mostro e la vittima in prima pagina.
    Anche perché c'è dell'altro: la punta, visibilmente schifata, ha aggiunto che il suo collega lo ha infastidito con le fragorose e puzzolenti emissioni ventrali sin dalla passata stagione, quando i due giocavano insieme all'Augsburg. "Per questo motivo Benda è stato anche multato di 250 euro", ha rivelato Okpala. I dirigenti della squadra in cui milita il nigeriano hanno evidentemente ritenuto il gesto del loro atleta un eccesso di legittima difesa', così l'hanno sospeso a tempo indeterminato.
    Una cautela preventiva che, ad un primo, superficiale, giudizio parrebbe sacrosanto. Il calciatore, però, non ha accettato la sentenza del club tedesco, adducendo, a ulteriore giustificazione, il reiterato comportamento di Benda. "Gli ho detto di smettere di ammorbare l'aria, ma lui non ne ha voluto sapere, così ho reagito". L'attaccante si è inoltre detto vittima di un complotto: "Ho la sensazione che i Kickers vogliano liberarsi di me, perché guadagno troppo". Certo, che se questa è la pura verità, Beda è un killer che utilizza armi chimiche davvero isolite. Per fortuna, se non altro, stavolta non si tratta di una atto di razzismo.
    November 25

    DAJE AQUI!

    FORZA ALBE'!
    November 24

    L'Anello sfugge a Peter Jackson

    NIENTE "LO HOBBIT" PER JACKSON
     
     

    Andata e non-ritorno, un racconto Hobbit di Peter Jackson - E' lo stesso regista a scherzare citando una battuta del suo film; lo fa in un e-mail recapitato al sito theonering.net e rivolto a tutti i Ringers che non vedevano l'ora di gustarsi un altro film tratto dai romanzi di Tolkien. Lo Hobbit si farà, e anche in tempi brevi, ma senza Peter Jackson.


    Una causa di troppo - La Terra di Mezzo trema, è non è colpa di Sauron: La New Line, produttore del film, ha deciso di accelerare i tempi ignorando una causa legale in corso da anni che invece preoccupa molto Jackson, tanto da spingerlo a rimandare i lavori fino alla soluzione del bisticcio burocratico. "Fare un film è una questione di cuore, non di business - scrive il Signore degli Anelli ai suoi fan - solo la passione dà a un film immaginazione e cuore, la fretta e i soldi invece
    sono un pessimo motivo per mettersi al lavoro" . Le faccende burocratiche coinvolgono non solo Lo Hobbit ma anche un fantomatico prequel alla saga che dovrebbe raccontare gli eventi immediatamente precedenti a La compagnia dell'Anello.

    Eredità impegnativa - Assodato che non ci sarà nessun Ritorno del Re Jackson, chi dirigerà i piccoli Hobbit? Nel e-mail P.J. si limita a "fare i migliori auguri a chiunque avrà il privilegio di girare Lo Hobbit" aggiungendo che spera di vederlo presto sullo schermo:
    un augurio o una minaccia?
    Sicuramente minacciosi sono i fan che temono vada perso lo spirito dei libri e in particolar modo de Lo Hobbit, forse il più apprezzato nell'universo tolkeniano; ancora non si scorge nessun candidato alla successione e c'è già chi si chiede se valga la pena portare avanti il progetto senza Jackson.

     


     

    SAUDADE

     
    ...SAUDADE...
     
     
    "Fun and sunshine, there's enough for everyone"
     
    IOS & MYKONOS '06
     
    November 19

    SONO TORNATI!

    "Tracce"

    il nuovo CD

    A Natale 2006

     

    Dieci brani inediti:

    si va da "Nanni è partito" a

    "Nella tua stanza" passando

    per "Masha" e "Vorrei"...

     

     

    November 16

    Gentes

    -...e lui che  conosce un paio di jeans, e sa il "fumo" quando è buono, ma non arma la sua mano sotto l'impeto del tuono...-
    November 10

    Voto a patto che...

     

    Pallaro ottiene 14 milioni per votare sì

    Il senatore aveva chiesto fondi agli italiani all’estero per dare l’assenso alla Manovra

     

    UN voto in Senato può valere anche 14 milioni. Gianfranco Fini ha parlato chiaramente di voto di scambio e così si configura l’emendamento presentato venerdì sera per venire incontro alle richieste del senatore Pallaro. Tutto si è svolto in Commissione Bilancio della Camera. Venerdì a notte fonda è scoppiato il caso Pallaro. Si tratta di un emendamento formalmente presentato dal relatore Michele Ventura che propone l'inserimento in Finanziaria di uno stanziamento di 14 milioni di euro per le politiche degli italiani all’estero, per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. A questo punto l'opposizione è insorta perchè sarebbe esattamente la cifra chiesta dal senatore di Buenos Aires in una recente intervista. Insomma, per la Cdl è chiaro che «si tratta di una sorta di voto di scambio» per fare in modo che il senatore Pallaro, che sarà l'ago della bilancia a Palazzo Madama per far passare la Finanziaria, voti la manovra senza pericoli per la tenuta del Governo. Dopo una nottata di ostruzionismo e proteste da parte dell'opposizione alla fine l'emendamento Pallaro è stato approvato dalla Commissione Bilancio della Camera. E ieri mattina di buon ora i rappresentanti della Cdl in commissione hanno convocato una conferenza stampa per denunciare la «scorretta tattica della maggioranza» dove, spiega Marino Zorzato (Fi) in pratica il Governo dice a Pallaro: «dacci il voto che noi ti diamo i soldi». «Noi -spiegano gli esponenti della Cdl- avevamo chiesto alla commissione solo uno slittamento tecnico in modo da esaminare meglio la proposta. Ci è stato risposto di no e allora abbiamo deciso di fare una battaglia politica ad un emendamento politico». E lo «abbiamo fatto -ha aggiunto Zorzato- in un tempo di commissione in cui era previsto il riposo. Insomma abbiamo deciso di rinunciare al riposo pur di non togliere un solo minuto ai lavori della commissione». Il relatore alla Finanziaria, Michele Ventura, ha tenuto a ribadire che la maggioranza «non ha nulla da nascondere». «Raramente in Commissione Bilancio -ha detto rivolto ai colleghi della Cdl- noi sulle finanziarie, anche nel caso in cui non ci facevate vedere le carte, ci siamo comportati così, in maniera ostruzionistica. Ma ognuno è libero di scegliere la propria tattica politica». Ma il presidente di An Fini ha incalzato: «la vicenda dell'emendamento Pallaro è di inaudita gravità. Questo è voto di scambio ed è la prima volta che un governo compera in modo trasparente il voto di un senatore». «Il senatore Pallaro, eletto in Argentina - ha affermato - in un'intervista aveva detto: Se non ho 14 milioni di euro nella finanziaria per sostenere l'imprenditoria italo-argentina, io non voto la finanziaria. E il governo lo ha accontentato con l’emendamento».
    November 07

    Roma dove sei?

    Boh. Forse sò io che sò troppo romantico. Notargico forse. Però piu mme guardo 'n giro pè Roma Mia, più me viè da piagne. Nun c'è gnente da fà, nun ce stanno più quelli che "nascenno a Roma, sò romani". Nun ne posso più de tutti sti napoletani che se fingheno Romani; nun ne posso piu de sta criminalità in mano all'immigrazione (italiana e non);nun ne posso più de li delinquenti che trasformeno le borgate in tanti piccoli "Bronx"; nun ne posso più de sti zingari che c'ammorbano l'urtimi angoli de verde. E badate bbene, nun è razzismo, c'è lo puro cò l'italiani che se rendono sciacalli, che c'arovinano tutto quer ber clima che c'era 'na vorta...
    Pare retorica lo sò, tanto più che sò 'n pischelletto, e che Roma vera me la ricordo vagamente, o che forse nun lo manco mai conosciuta: perché che bella che dev'esse stata la Roma de "i più semo e mejo stamo", quanno a esse in tanti eravamo tutti noi, nun c'era pericolo da trovà quarcuno che te snobbava. Perchè che bello deve esse stato pranzà in allegria co na fiasca de vino e na bbella pizza bianca co n'etto de mortadella dentro. Perché che bello che dev'esse stato magnà 'na sera in trattoria co li gomiti sur tavolo e 'r fazzoletto come 'n bavajino. Che bello che d'evesse stato guardasse le partite sull'arberi de MonteMario co n'aradietto e n'amico a ffianco. E pensa sì che bello poi anna 'n giro co la vespetta senza casco pè godesse un ber tramonto, oppure su 'na cinquecento in cinque su li sampietrini che pareva de sta su le montagne russe. Oppure pensa che bella che doveva esse trovasse na bbela rigazzetta Romana de na vorta: de quelle Romane vere, casareccie, tutte tette e fianchi.No quelle de oggi anoressiche, tutte ugguali che se ce parli rischi da sentitte dì "sciallo,cioè, te lo dico guarda" e artre cazzate varie da borghesotta der nord. Ma io dico pensa poi che bella potè parlà cosi liberamente Romano come sto a parlà io senza rischia de sentisse dì che sei 'n burino. O sinnò pensa che doveva essè Trestevere anni fà: tipo paesetto dove tutti se conoscheno, e no come oggi indove tutti ce se mbriacheno e lasciano le bottije pe terà. E se proprio dovemo parlà de bottije, pensa tu che bello che doveva esse scolasse na biretta sotto ar sole cocente dar vetro, e no da na lattina. Pensa poi che figata a trovà la carca de gente che se faceva er bagno dentro er bionno tevere, no come oggi indove la metà de le persone se schifa de bagnasse li piedi ar mare nostro.
    Ce n'avrei ancora un paro de cose da scrive, ma so stanco e nun so quanto sto sfogo possa fregà a quarcuno.
    Roma, te prego, aritorna quella de na vorta!